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OCCUPY WALL ST: CI RIGUARDA

12-Ottobre-2011
Argomento: Make a change

E' ormai passato piu' di un mese da quando poche centinaia di manifestanti si sono radunati nel cuore della finanza mondiale a New York per protestare contro l'ingiusta distribuzione della ricchezza del paese. nonostante lo scetticismo iniziale, il movimento "Occupy Wall St" e' cresciuto esponenzialmente,
le centinaia di dimostranti sono diventati migliaia, e la manifestazione si è estesa gradualmente alle principali città degli Stati Uniti in maniera virale sulla rete e in maniera permanente. I manifestanti hanno dimostrato di aver imparato dalle rivoluzioni arabe: l’occupazione delle principali piazze statunitensi nulla ha a che spartire con connotazioni politiche in senso lato ed è improntato alla non violenza. Sebbene la maggioranza di loro sia caratterizzato da giovani senza speranze per il futuro, la protesta riguarda tutte le classi sociali che non appartengono a quel misero 1% della popolazione privilegiata oltremisura. Fa certo impressione vedere associazioni di insegnanti e comitati di nonne preoccupate per il futuro dei propri nipoti accampate da settimane a New York e a Boston. Il segreto per cui la protesta si estende a macchia d’olio risiede nel semplice fatto che riguarda la maggioranza schiacciante del paese. A Boston la polizia in assetto antisommossa ha effettuato nel cuore della notte oltre 100 arresti indiscriminati (tra cui il direttore della National Lawyers Guild), ma cio’ non ha ottenuto l’effetto desiderato, i manifestanti continuano a mantenere le proprie postazioni e ad aumentare.
Anzi, l’appello ad unirsi a loro è oggi esteso anche alle forze di polizia, come viene spiegato sul sito ufficiale della protesta:
“Every day the actions of the BPD, NYPD, etc. continue to remind us that the police no longer fight to "protect and serve" the American people, but rather the wealth and power of the 1%. With each passing day, as the violence of the state continues to escalate, the myth of American "democracy" becomes further shattered.
 
THIS IS WHAT A POLICE STATE LOOKS LIKE
 
And we are what democracy looks like. We do not fear your power and we will continue to fight for a better world. We will never stop growing and each day we'll continue to expand, block by block and city by city. We call upon others to join us, to take a stand against these ever encroaching threats to our liberty. We commend the brave actions of our sisters and brothers in Boston and condemn the BPD leadership. We call upon the rank-and-file police officers of this country to disobey such orders and remember that they protect and serve the people. You are one of us, the 99% and we're too big to fail.”
 
 
 
La portata della protesta è enorme per il contesto americano, ma è chiaro che ciò vada inserito in un contesto globale. Le rivoluzioni arabe, i disoccupati in Grecia e le decine di migliaia di “indignados” che girano da mesi la Spagna occupando le principali piazze del paese.
 
Il prossimo 15 ottobre e’ prevista la prima “rivoluzione globale pacifica”, dove al grido di “trova la tua piazza” persone di nazioni diverse e di ogni classe sociale, manifesteranno a favore di una distribuzione equa della ricchezza e contro il mondo della speculazioni finanziarie.
 
In Italia i nostri indignati non si sono ancora fatti sentire ma esistono e sono tanti, tantissimi.
 
Ne sentiremo parlare.
 

Tag: Make a change

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