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Insegnare un lavoro per reinserire socialmente chi esce dal carcere

Alessandro Brevi – Imprenditore Sociale di Cooperativa Alice



L’ Imprenditore
Alessandro Brevi si è laureato all’Accademia delle Belle Arti di Milano come costumista. Inizia quindi la sua attività professionale nel mondo pubblicitario. Da sempre Alessandro Brevi ha frequentato il mondo del sociale in qualità di volontario, ma è nel 1992 che decide, insieme a un gruppo di amici, di fare un qualcosa in più, di impegnarsi in maniera più radicale a migliorare la vita di altre persone.
Nasce così la cooperativa Alice, una cooperativa che aveva come obiettivo originario quello di offrire corsi di formazione professionale nel campo della sartoria alle detenute nel carcere di San Vittore e che poi si è evoluta in un’attività sartoriale per aiutare il collocamento professionale definitivo di ex-detenute ed il loro reinserimento nel mondo sociale.

Cooperativa Alice:
La cooperativa nasce quindi con l’obiettivo di dare uno sbocco lavorativo alle detenute del carcere di San Vittore. Sebbene inizialmente l’attività fosse principalmente formativa, ben presto si allestisce all’interno del carcere un laboratorio produttivo. Nel 1997 la cooperativa apre un laboratorio esterno al carcere. Il laboratorio esterno ha l’importantissima funzione di offrire un lavoro a quelle ex-carcerate cha hanno seguito il corso di sartoria ma che non hanno trovato lavoro una volta uscite dal carcere. In ogni laboratorio lavorano circa 6/8 persone.

I primi clienti della cooperativa Alice sono stati nel campo teatrale e pubblicitario. La cooperativa ha realizzato costumi per il Teatro Regio di Parma, Teatro alla Scala, per le reti RAI e Mediaset. Inoltre sono stati completati abiti per diversi spot pubblicitaria fra i quali: Fiat, Mulino Bianco, Tim, Wind e Bulgari.

Con il nuovo millennio sono arrivate nuove sfide per la cooperativa Alice. Per sviluppare il proprio business non bastava più operare nel settore pubblicitario e nella costumistica teatrale; bisognava iniziare a creare linee d’abbigliamento inizialmente conto terzi ed in seguito con marchi propri . Fondamentale per questo processo di diversificazione è stato Salvatore Semeraro, che dal 2003 ha ricoperto per la cooperativa il ruolo di Responsabile per lo Sviluppo. Con l’apporto di Semeraro la cooperativa ha sviluppato due linee d’abbigliamento: Sartoria San Vittore (abbigliamento femminile) e Gatti Galeotti (t-shirt e accessori).

Più di 100 donne detenute hanno ultimato con successo i corsi, i tirocini e il lavoro presso la cooperativa Alice. Alcune di loro dopo questa esperienza sono riuscire a creare delle piccole attività di sartoria per conto proprio. Il dato più importante è che solo 3 donne di questo centinaio sono tornate a delinquere,. Questo fatto testimonia la bontà del progetto cooperativa Alice in cui il reinserimento lavorativo viene accompagnato sempre con il reinserimento sociale delle persone.

Sostenibilità Economica e Scalabilità:
Cooperativa Alice, opera sia nel carcere di San Vittore sia nel carcere di Bollate, impiega tra tirocinanti, lavoratori e volontari circa 30 persone. La maggior parte di loro ha tra i 30 e i 50 anni (con una minoranza importante tra i 60 e i 70) e possiede un diploma di scuola superiore. I vari costi della cooperativa sono interamente coperti dal fatturato (nel 2008 superiore a 600.000 €) derivato dalle vendite dei vestiti. Nel 2009 la cooperativa ha ovviamente risentito la crisi globale ma è riuscita a reggere il colpo e guarda al 2010 con fiducia e con nuove idee da implementare. In questo anno la cooperativa ha il progetto di aprire il suo primo negozio a Milano (grazie a un finanziamento della fondazione Cariplo e del Comune di Milano) a marchio “Alice 2010”. Una grande attenzione è data all’innovazione tecnologica e grazie al Ministero dello Sviluppo Economico si sono inseriti nuovi macchinari (CAD per il taglio).

Il modello è fortemente scalabile e applicabile a molte delle realtà di detenzione italiane. A conferma di questo Cooperativa Alice sta collaborando attivamente con altre 5 cooperative sociali analoghe (es. Codice a Sbarre VC, Officina Creativa di Torino e Made in Carcere di Lecce) per creare sul territorio nazionale un marchio unico di qualità per gli indumenti prodotti in carcere. Il brand si chiamerà ‘Sigillo’.

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