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Cooperativa sociale Arca di Noè
L’ Imprenditore
Arca di Noè società cooperativa sociale, è il risultato di uno specifico progetto imprenditoriale pensato e realizzato per promuovere l’occupazione lavorativa di disabili intellettivi e relazionali all’interno dell’Associazione di familiari di disabili intellettivi e relazionali (ANFFAS) di Milano. L’ANFFAS Milano aveva infatti assunto diverse persone disabili mentali per realizzare le pulizie nei vari uffici, centri diurni e comunità alloggio. Nel 1999 con l’obiettivo di snellire la propria struttura e lanciare un’iniziativa imprenditoriale vera e propria, l’Anffas promuove e sostiene la nascita di Arca che assume le persone disabili prima in carico ad Anffas.
La cooperativa
La cooperativa sociale Arca di Noè nasce come società che eroga servizi di pulizia. Ma mette da subito in atto una politica di crescita costante, attraverso il consolidamento e il rilancio commerciale di tutti quei servizi collegati direttamente o indirettamente alla gestione della “struttura” del cliente, intesa come sede legale o operativa, indipendentemente dalla destinazione della stessa. Una sorta di servizio stabile in grado di spaziare dalle pulizie ordinarie o straordinarie, alle tinteggiature di piccole dimensioni o industriali, ai traslochi, agli sgomberi, alle piccole manutenzioni ordinarie, ai servizi di custodia, ad interventi di allestimento e disallestimento museale, alla gestione di mense aziendali, al catering e alla distribuzione pasti. Il tutto nell’ottica di consentire al cliente di centralizzare nelle mani di un unico fornitore la risposta ai bisogni legati alla gestione complessiva delle problematiche di diversa natura che riguardano la o le sede/i operativa/e o legale.
Nel 2009, dopo diversi anni di esperienza, Arca è matura per un ulteriore salto di qualità, estendendo il proprio campo di intervento, diversificando i propri servizi e prodotti.
Grazie all’esperienza acquisita nella gestione di mense aziendali, Arca decide di tuffarsi in una nuova iniziativa: la gestione di un ristorante/bar, FORMA MOODS, sito all’interno del Centro Internazionale di Fotografia Forma in Piazza Tito Lucrezio Caro.
Aperto a settembre del 2009, il ristorante/bar, coerentemente con la mission della cooperativa, realizza inserimenti lavorativi di persone disabili mentali all’interno della cucina e del personale di sala. Il ristorante è aperto al pubblico durante il giorno mentre la sera ospita eventi culturali o aziendali (ad oggi, diverse società quali Canon, Voiello, Oracle, Philips, Adobe, Coop e ATM, hanno scelto FORMA MOODS come luogo dove organizzare i propri eventi – pagina all’interno del sito www.formafoto.it).
Sostenibilità Economica e Scalabilità
All’interno della cooperativa lavorano circa 45 persone (alcune a tempo indeterminato altre attraverso tirocini e borse lavoro) di cui circa 20 persone con disabilità mentale. La cooperativa ha sviluppato un fatturato di circa 850.000 €, di cui circa la metà proveniente dal settore storico legato alla gestione della “struttura” del cliente (pulizie, tinteggiature, piccole manutenzioni, ecc), il 35% dal settore ristorazione e circa il 15% da contributi pubblici e privati (finanziamenti del piano provinciale EMERGO, Fondazioni, 5 per mille, Comune di Milano).
Prospettive future
È a partire dalla considerazione di una raggiunta maturità imprenditoriale che Arca decide di aprire un nuovo ramo aziendale, un centro cottura industriale, diversificando la propria attività e passando da una struttura imprenditoriale di piccole dimensioni (una previsione 2009 di 850.00 euro di fatturato), ad una struttura di medie dimensioni (circa 1,6 mln di euro di fatturato stimato per il 2011). A tal fine Arca acquista un capannone in via Mecenate (Milano) che sta attualmente ristrutturando. Una volta completata la ristrutturazione ed installati gli impianti di cucina, per un investimento totale di circa 1,5 mln di €, la cooperativa sarà in grado di produrre e consegnare tra i 1300 e i 1500 pasti giornalieri. Secondo il business plan del progetto, il break-even sarà raggiunto entro il primo anno di attività.
Anche in questo progetto l’attenzione è rivolta all’inserimento lavorativo di persone con problemi mentali e psichici. Si calcola che una volta entrato a pieno regime, il centro impiegherà circa 35 persone tra full-time e part-time, più i tirocinanti e le borse lavoro.
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